USSI E FNSI: “DEFERIMENTO GROSSETO PER LESIONE DIRITTO CRONACA PUNTO DI SVOLTA E FORTE DETERRENTE”

Siddi e Ferrajolo

Il segretario generale della Fnsi Franco Siddi e il Presidente dell’Ussi Luigi Ferrajolo

Il Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, e il Presidente dell’Ussi, Luigi Ferrajolo, in una nota congiunta sottolineano l’importanza del deferimento alla commissione disciplinare del Grosseto calcio per “lesione del diritto di cronaca”. In pratica la società ha impedito l’accesso alla tribuna stampa a tre giornalisti giudicati sgraditi. “E‘ un punto di svolta significativo di civiltà sportiva e di riconoscimento del valore della libera
informazione e del diritto di cronaca – si legge nella nota – il deferimento arrivato su una segnalazione-denuncia dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) – alla disciplinare del calcio del Presidente del Grosseto, Pietro Camilli, e della stessa società, per aver impedito l’accesso alla tribuna stampa a tre giornalisti giudicati sgraditi. E’ la prima volta che accade nel mondo del calcio professionistico, dove gli atti di ostilità e
prevaricazioni verso giornalisti spesso sono stati rivendicati da società sportive come scelta di impresa in
nome del diritto di proprietà. Deve essere ben chiaro a tutti, invece, che l’informazione e il diritto di
cronaca non hanno altri proprietari che i cittadini, lettori o utenti dei media. E’ la linea chiaramente
rappresentata dall’Ussi in piena sintonia con la Fnsi nella tutela della dignità del lavoro e dell’esercizio
indipendente della professione. Tre colleghi e un fotografo impediti ad esercitare il loro lavoro dal Grosseto
e dai suoi rappresentanti “in conseguenza di articoli e foto non graditi” hanno anche subito una evidente
lesione del diritto di esercitare la professione e la loro attività. Il deferimento anche per responsabilità
oggettiva di una società’ professionistica alla Disciplinare, per un caso di lesione all’informazione e al diritto
al lavoro, e’ punto di svolta, che, in attesa della decisione del giudice sportivo, è un atto di deterrenza per
un fenomeno negativo, dannoso anche per sport. E’ triste che per affermare diritti elementari e tutele essenziali per un bene pubblico come l’informazione siano necessari atti di giustizia (in questo caso, quella sportiva) con ipotesi di sanzioni, ma questa soluzione è di giustizia. Si spera non sia isolata, che sia da monito per evitare il riproporsi di episodi sgradevoli e lesivi di diritti fondamentali e che tutto il sistema del calcio professionistico si astenga in futuro da invadenze improprie e da azioni coercitive e illiberali verso la stampa”.