L’Ussi Sicilia alla presentazione del libro di Pino Leto “Dalla strada al ring” a Villa Niscemi

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La copertina del libro

L’Ussi Sicilia patrocina la presentazione del libro “Dalla strada al ring” di Pino Leto che si terrà a Villa Niscemi, a Palermo, nella sala delle carrozze a piazza Niscemi 1 venerdì 14 novembre alle 17,30. Alla presentazione, insieme all’ex pugile Pino Leto, interverranno il presidente dell’Ussi Sicilia Roberto Gueli, il segretario regionale Nino Randazzo, Lino Buscemi e Giuseppe Bagnati. Introdurrà e modererà la presentazione Vincenzo Prestigiacomo.

“Se non avessi fatto il pugile sarei diventato un killer” (tratto da Siciliasport.it)

Gli odori, le grida, il caldo e le balate umide della Vucciria come quotidiano. Il ring come scelta di vita. Diventare un campione come orizzonte impossibile ma che, per una tenacia fuori dal comune, diventa straordinaria realtà. Il palermitano Pino Leto, classe di ferro 1957, è stato otto volte campione italiano di boxe (dal 1985 al 1988) e campione europeo dei pesi superwelter nel 1989. La sua infanzia è stata quella di ogni bambino degli anni ’60 cresciuto in uno dei quartieri poveri di Palermo: una famiglia umile, la strada come scuola, insegnanti severi e poco comprensivi. Il bisogno di lavorare che si palesa immediatamente. Le tentazioni del malaffare, la mafia sempre in agguato.
Pino però guarda oltre, non si accontenta di campare alla giornata facendo lavori saltuari e spesso massacranti. Scopre la sua forte attitudine per la boxe e da lì inizia la sua carriera di pugile.
Durante la sua scalata Pino non si è mai montato la testa, è rimasto il ragazzo della Vucciria e ha cercato di migliorare il suo quartiere. Il suo intento è sempre stato quello di togliere i ragazzi dalla strada, insegnando loro a seguire una passione. E con una Palermo “matrigna” non è stato facile.
Il suo contributo dà speranza, dimostra che volendo si può uscire dagli stereotipi, si può lavorare, sudare e patire per una buona causa, che il divertimento non è fare un torto a qualcuno o esercitare l’odiosa arroganza mafiosetta di certa gente convinta che “la mafia è bella, la mafia è potere”, ma c’è dell’altro.
Negli anni ’90, purtroppo, una brutta vicenda lo vede protagonista delle pagine di cronaca dei quotidiani e lo segna profondamente. Pino lavora come guardia giurata in uno sportello bancario. Era il 27 luglio del 1993. L’istituto di credito è preso di mira da due minorenni armati di taglierino. Durante la colluttazione l’ex pugile viene ferito. Gli vengono applicati 217 punti di sutura. Ma la tragedia è un’altra. I proiettili raggiungono uno dei rapinatori: Damiano Sciaramitaro muore a 17 anni. Una tragedia che segna, per sempre, la vita di Pino Leto. Da allora si dedica ai giovani che cerca di strappare alla strada e alle lusinghe della malavita. Lui che con estrema sincerità dichiara: «Sono nato in un quartiere difficile.Le sirene della malavita erano sempre presenti. Con molta probabilità se non avessi fatto il pugile sarei diventato un killer».
La sua storia, raccontata nel libro « Dalla Strada al ring» Nuova Ipsa Editore, porta con sé i ricordi, gli entusiasmi e soprattutto il riscatto di un uomo. E lui dice: «Non sono pazzo sono Pino Leto, campione europeo dei Superwelters».